RisiPreziosi


Dal 1937


Aina Società Agricola • Podere Prati Breja • Novara



10 dicembre 1087 — Prima attestazione del Podere Prati Breja



RisiPreziosi racconta la nostra storia: una passione precisa, il riso. Non facciamo compromessi sul chicco.

Selezione rigorosa, lavorazione delicata, resa costante.

Tenuta  impeccabile.

Cremosità naturale. Gusto pulito.

Coltiviamo e selezioniamo il Riso Karbor, dedicato alla cucina che pretende costanza.
Lavoriamo perché ogni chicco offra una resa pulita, elegante, affidabile.

Oggi serviamo oltre mille attività dell’alta ristorazione in Italia e in Europa.

Precisione che si sente nel  risotto.

Merano Wine Festival — The WineHunter Awards

The WineHunter Food Award — Excellence is an attitude.
Merano Wine Festival:
 2022 • 2023 • 2024 • 2025.
Karbor — Aina Società Agricola, Novara.

Tre risi. Una firma.
Gioiello, Karbor, Solitario:

una collezione essenziale per chi cerca precisione nel piatto.
Pochi prodotti, identità forti.

Lavorazione delicata, selezione rigorosa.
Pilatura a pietra lenta e selezione dei chicchi più grandi: così nasce la qualità del 
Riso Extra.

Eccellenza riconosciuta
Forbes Italia e So Wine So Food: Eccellenza Italiana Forbes 2020.

Tre risi, identità nette.


125 ettari di cura

Su oltre 125 ettari dedicati alla coltivazione del nostro riso, portiamo avanti un percorso continuo di ricerca: innovazione, compatibilità ambientale e qualità agronomica sono parti della stessa visione.

Lavoriamo con rigore, stagione dopo stagione, perché la qualità non nasca per caso: nasce da scelte misurate e da un controllo puntuale di ogni fase.

Le nuove tecnologie, per noi, non sono un fine ma uno strumento: aiutano a osservare meglio, intervenire con precisione e valorizzare il lavoro in campo. A questo affianchiamo metodi sperimentali selezionati, con cui sviluppiamo un riso prezioso per qualità e caratteristiche organolettiche: profilo pulito, identità riconoscibile, resa coerente in cucina.

La nostra azienda agricola si estende in un paesaggio complesso, fatto di grandi superfici e continui passaggi d’acqua. In questo equilibrio, le pratiche agronomiche moderne si inseriscono con rispetto per convivere con il territorio e favorire un ecosistema sempre più attivo e vitale.

Perché un ambiente vivo è la condizione migliore per ottenere un riso che, nel piatto, sappia distinguersi con naturalezza.

Qui la qualità non si dichiara: si coltiva.

Terra d’acqua
È l’acqua a modellare questo territorio. Qui non è un semplice elemento naturale: è una presenza continua che accompagna il lavoro agricolo e definisce il paesaggio. Stagione dopo stagione, mutando ritmo e portata, l’acqua ridisegna il corso di rogge, fontanili e risorgive che alimentano il 
Podere Prati Breja da quasi un millennio.

Questo sistema vivo porta equilibrio: distribuisce risorsa, rinnova i terreni, sostiene la crescita del riso e mantiene attiva una biodiversità che si sviluppa al meglio in un ambiente custodito, amato e protetto.

È un paesaggio complesso, fatto di grandi estensioni e di continui passaggi d’acqua, dove ogni campo ha una sua identità e ogni stagione lascia un segno.

E mentre scorre, l’acqua conserva memoria. In queste campagne resiste la traccia di un passato che non è mai davvero scomparso: il ponte sull’antica Via Mediolanum – Alpis Graia, detta Via Moneta, citata in un documento medievale del 10 dicembre 1087 «in praedicto loco et fundo Pernate iacet a loco qui dicitur Subtemoneta».

Un tracciato che da Mediolanum conduceva ad Augusta Praetoria, attraversando luoghi di passaggio, scambi e trasformazioni.

Nei secoli, questa via ha visto transitare uomini, merci e eserciti. Nelle campagne militari dell’Ottocento, anche Napoleone I e Napoleone III passarono da Novara percorrendo la strada Moneta con le loro truppe: un dettaglio che lega queste terre a una storia più ampia, europea.
Un territorio scritto dall’acqua.


Il disegno dell'acqua

Le acque sorgive del fontanile Rovatella sono una delle firme di questo territorio. Ancora oggi di proprietà del Podere Prati Breja e già citate negli atti del 1292, contribuiscono all’irrigazione di buona parte delle risaie. La loro forza è nella continuità: una presenza costante che accompagna la stagione e sostiene i campi anche nei periodi di siccità più prolungati.

A questa sorgente si affianca un secondo patrimonio idrico: le acque dei fontanili legati all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, che nascono a monte e di cui il Podere detiene storicamente i diritti di utilizzo. È un sistema fatto di tracce antiche e responsabilità presenti: l’acqua non è mai “semplice risorsa”, ma equilibrio da mantenere.

Le restanti acque seguono poi la grande infrastruttura irrigua del territorio: attraverso il Canale Cavour si immettono nel Canale Quintino Sella e raggiungono le bocche di derivazione; un’ulteriore parte proviene infine dal torrente Terdoppio. Nomi e percorsi che, qui, non sono geografia astratta: sono la mappa concreta di ciò che rende possibile la risicoltura.

All’interno di questa rete complessa, tra fossati e risaie del Podere, le acque si incontrano e si separano, si riuniscono e tornano a scorrere. Vengono convogliate tramite colature e reimmesse nei corsi irrigui che le accompagneranno fino a valle per il loro riutilizzo. È un equilibrio secolare in cui l’acqua non viene sprecata: un ciclo che si rinnova, stagione dopo stagione, e che contribuisce al mantenimento di un ambiente sano e ricco di biodiversità.

Qui l’acqua non si gestisce: si rispetta.

Il Risegno più grande d’Europa
Con il riso nero 
Gioiello di RisiPreziosi, nasce la Rosa dei Venti vivente: 6.400 m² in cui il riso diventa arte, firmata dall’artista Livio Bourbon.
Realizzata per il 
90° anniversario dell’Ente Nazionale Risi, a Castello d’Agogna (Mortara, PV).

Quando il riso diventa paesaggio.

Dal mattino alla sera le grandi campagne si svuotano,

 il paesaggio torna essenziale.
Le giornate si accorciano.

La stagione si chiude. La cura continua.

Ricerca e prima produzione
La prima campagna RisiPreziosi ha dato risultati brillanti: abbastanza da spingerci oltre e a esplorare nuove tipologie di riso, nate dalle stesse ricerche e dalla stessa idea di qualità.

La collezione si è ampliata mantenendo standard elevati di lavorazione e controllo. Oggi comprende tre risi con identità precise:

 Solitario (integrale rosso), Gioiello (integrale nero) e Karbor  (bianco).

Karbor, con il suo chicco perlato, è il nostro riso dedicato al risotto: un equilibrio pensato per ottenere cremosità e struttura senza perdere definizione. L’elevato contenuto di amido lo rende un’eccellenza versatile, ma è nel risotto che esprime il massimo del suo carattere: pulito, elegante, spettacolare nel piatto.

Ricerca, poi costanza.

Alla guida di RisiPreziosi

Federico Aina (classe 1990), insieme a Roberto Aina, guida l’azienda agricola di famiglia conosciuta sul mercato come RisiPreziosi.

Entrato in azienda giovanissimo, Federico ha dato continuità alla tradizione risicola di queste terre orientandola verso un approccio contemporaneo: sperimentazione in campo, innovazione dei metodi di coltivazione e una diversificazione costruita con misura. La qualità, qui, non è un episodio: è una disciplina quotidiana, fatta di presenza costante, attenzione ai dettagli e decisioni coerenti stagione dopo stagione.

RisiPreziosi è l’espressione di un territorio dalla storia profonda, capace di rinnovarsi senza perdere autenticità. Il risultato è un riso pensato per la cucina che cerca precisione e identità: un ingrediente che accompagna la creatività, e la sostiene con costanza.

Presenza in campo, visione in cucina.

Cerchi la qualità nel riso?


Siamo il riferimento per oltre mille realtà dell’alta ristorazione in Italia e in Europa.”


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